
Caesar e’ arrivato nella nostra vita 6 anni fa, quando aveva gia’ 12 anni; ci e’ stato “mollato” da una signora Americana che tornava negli Stati Uniti e non voleva portarlo con se’ perche’ ormai era vecchio e malato.
Lo abbiamo accolto nella nostra casa, nel nostro giardino e nel nostro cuore pensando che ormai I giorni della sua fine fossero vicini, anche se la nostra casa era gia’ piena di animali. Caesar era privo delle unghie anteriori e molto malato al tempo, la nostra casa era l’unico Porto sicuro per lui.
Nei sei anni che ci ha regalato e’ andato in coma 3 volte, ogni volta ne e’ riuscito con flebo, cure e tanto amore da parte nostra, ma soprattutto da parte sua.
Era un “gatto parlante; saliva sul tavolo, mi veniva incontro , diceva Maoooooooooo chiedendo la mia attenzione o una carezza o essere preso in braccio.
A Novembre dello scorso anno una diagnosi spietata: metastasi al fegato, ormai pochi giorni di vita.
Mentre a meta’ novembre, dopo giorni che non mangiava, lo portavo dal veterinario per dirgli addio per sempre, lui si e’ girato, mi ha guardato e mi ha fatto: maooooooooooooo; ed allora ho capito, che non era ancora pronto.
E’ arrivato fino a Maggio con flebo e terapie varie; ha voluto aspettare la primavera, l’esplosione dei fiori in giardino, I profumi delle rose ed I rumori del vento che lui amava tanto.
Gli ho detto addio I primi giorni di maggio perche’ il momento era arrivato: non si toglie ad un essere che si ama cosi’ la propria dignita, ed e’ per questo che ho dovuto
prendere quella decisione. Caesar era nato 18 anni fa sulle nevi del Colorado, spendido gattino grigio, ed ora riposa sotto un grande albero dove piantero’ un fiore al quale daro’ il suo nome. Il suo calore, il suo amore, la sua presenza saranno sempre con me e mia figlia Francesca: Caesar, la creatura che ha vissuto 6 anni in piu’ per amore.
Lo vedo che mi aspetta oltre il ponte dell’Arcobaleno dove spero di ritrovarlo assieme a tutte le creature senza voce che ho amato e che ho perduto
Grazia Simonali